mercoledì 11 maggio 2011

LETTERA APERTA DEL SOCIO DEL CENTRO SOCIALE "FERRIERA" GIANFRANCO CORNICE

Il socio del Centro Sociale "Ferriera" Gianfranco Cornice
Pubblichiamo di seguito la Lettera Aperta al Coordinamento Comprensoriale ANCeSCAO di Terni del socio del Centro Sociale "Ferriera", Gianfranco Cornice:

Considerazioni sul Convegno del 09 aprile 2011 da parte del socio del Centro Sociale "Ferriera", Gianfranco Cornice.
Centri Sociali Anziani, quale futuro?
Centri Sociali Anziani, il giorno dopo il Convegno?

Considerato che son stato promotore convinto, determinato, fiducioso, ed ora, col senno di poi, ingenuo, mi permetto di fare delle considerazioni a voce alta sullo svolgimento del convegno.
Partecipazione:
scarsa se non deludente, solo 11 Centri Sociali presenti, confermando anche in questa occasione lo scarso interessam alla realizzazione di progetti comuni e condivisi, preferendo la difesa del proprio orticello.
Interventi:
4 interventi significativi da parte di rappresentanti del Centro Sociale "Ferriera",
1 intervento di condivisione da parte del Presidente del Centro Sociale "Guglielmi2,
1 intervento del Presidente del Centro Sociale "Volta", sul quale, se non fosse per il taglio politico impresso, mi ritroverei d'accordo, in particolare, quando sostiene di condividere la relazione sua generalità, purché segni l'inizio di un percorso virtuoso per una diversa politica sociale e, si chiede e ci chiede, se siamo in grado di comprendere appieno le esigenze della popolazione anziana, ed io aggiungo "se" vogliamo comprenderle.
1 intervento propositivo e determinato del Presidente del Comprensorio.
1 intervento del Presidente Regionale ANCeSCAO, mirato più ai rapporti con le Istituzioni ed a quanto di positivo è stato realizzatoin alcune realtà, che nel merito della relazione. Mi sarei aspettato da parte sua una presa di posizione più evidente e mirata ad evidenziare con maggior vigore, la necessità di raccordare le realtà dei vari Centri Sociali per rendere più determinato ed efficace il ruolo dei Coordinamenti.
Interventi del Vicepresidente e del Presidente nazionale ANCeSCAO rivolti a confermare il ruolo determinante che i Centri Sociali possono e debbono svolgere a favore dei propri soci e dei cottadini tutti ed a confermare l'importanza dell'ANCeSCAO nazionale nella progettazione, programmazione e formazione degli operatori, con l'attenzione sempre olta alle nuove precarietà ed ai nuovi bisogni, per dare risposte sempre al passo con i tempi.
Tutti gli altri Centri presenti, chiusi in un silenzio imbarazzante, ed i tanti assenti confermano la scarsa voglia di collabborazione e di confronto.
Le istituzioni:
Grazie al Sindaco di Terni che, come sempre, nel rispetto dell'etica istituzionale che Lo contraddistingue, non solo ha portato i saluti della città, ma ha voluto riprendere e sottolineare alcuni punti della relazione.
Grazie agli Assessori alle politiche sociali ed allo sport della Provincia di Terni ed al Dirigente alle politiche sociali del Comune di Narni che hanno voluto portare il loro contributo al dibattito.
Grazie ai Presidenti ed ai rappresentanti delle Circoscrizioni che hanno brillato per la loro assenza, è con loro, in primis, che dobbiamo confrontarci ed operare insieme sul territorio, avremmo gradito la loro presenza.
Grazie all'Assessore del Comune di Terni che, evidentemente impegnato in cose più importanti, non ha voluto cogliere l'opportunità di ascoltare la voce dei Centri Sociali, proprio in questa fase importante di elaborazione del nuovo piano regolatore sociale, forse non li ritiene sufficientemente capaci di portare un contributo costruttivo e determinante per riformare lo stato sociale.

Il convegno è stato organizzato con l'intento di stimolare un dibattito più ampio possibile tra i rappresentanti dei Centri Sociali del Comprensorio ternano, ma purtroppo come sottolineato più volte con forza e determinazione in altre occasioni di incontro, lo scollamento esistente e rilevante è più che mai evidente ed emerge la volontà di sostenere e custodire gelosamente tesi personali e non partecipate.
La politica del cappello in mano è ancora purtroppo molto praticata, ma questo modo di agire non ci porterà molto lontano, da soli non si ha la forza necessaria per essere credibili e convincenti.

E' giusto e determinante incalzare e costringere le Istituzioni ad ascoltare le nostre richieste, ma è altrettanto giusto dimostrare di essere in grado di elaborare progetti comuni e condivisi tra i vari soggetti che operano nel sociale, che siano in grado di migliorare veramente le condizioni di vita dei cittadini.

Attualmente i Centri Sociali stanno perdendo il loro ruolo attrattivo, occorre rivitalizzare e proporre idee nuove, al passo con i processi evolutivi della nostra società, una società che ha bisogno di ritrovare quei valori che oggi stanno scomparendo, non dibbiamo prestarci a chi pensa che nei Centri Sociali si gioca a carte, si balla e si "vota".

In conclusione, se questo convegno, che per la prima volta un Comprensorio, nel suo piccolo, ha voluto coraggiosamente promuovere, non aprirà un serio confronto tra i vari Centri Sociali che assegni al Coordinamento una funzione ed un ruolo che permetta realmente di sviluppare un serio lavoro a rete, sarà e diventerà un inutile ed inservibile documento.
Voglio riprendere un passaggio del Presidente del Centro Sociale Ferriera: "Colleghi Presidente, una volta per tutte mettiamoci intorno al tavolo del Coordinamento che sia però quello vero, quello dove ognuno di noi, con le proprie caratteristiche e nel rispetto della propria autonomia sia di supporto all'altro in un contesto di sviluppo e di crescita", aggiungo: affinché il Coordinamento non sia un semplice collettore di tessere, come purtroppo è nella realtà di oggi e di ieri.

Considerato che il sottoscritto è solo un semplice iscritto del Centro Sociale Ferriera che partecipa alle riunioni del Comprensorio su delega dei vari Presidenti in carica, ritengo doveroso dichiarare che queste mie considerazioni sono del tutto personali e non impegnano nessuno alla condivisione.

Gianfranco Cornice