lunedì 23 luglio 2012

FORUM DEL TERZO SETTORE: CANCELLATI GLI OSSERVATORI DEL VOLONTARIATO E DELL'ASSOCIAZIONISMO. ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA


Roma, 18 luglio 2012 - Abbiamo appreso con sconcerto che la spending review non si occupa solo della riduzione della spesa pubblica ma anche della ridefinizione della partecipazione della società civile, sostanzialmente cancellandola. Tra il 2 e 10 agosto vengono aboliti tra gli altri l'Osservatorio Nazionale per il Volontariato, l'Osservatorio promozione sociale, il Comitato per i minori stranieri, la Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie, la Commissione di indagine sulla esclusione sociale. Si tratta di organismi previsti da Leggi dello stato il cui funzionamento non ha oneri per la finanza pubblica. Ciò significa eliminare le sedi di confronto tra la società civile e le istituzioni, cancellando gli spazi di partecipazione democratica di cui invece il nostro Paese ha un grande bisogno, oggi più che mai, per rinsaldare la coesione sociale.
Il Portavoce del Forum del Terzo Settore, Andrea Olivero commenta la notizia: "L'Osservatorio è parte integrante della legge 383/2000, e garantisce la sua rispondenza al dettato costituzionale. Il Governo ha preso una iniziativa gravissima, immotivata e illegittima. Già lo scorso febbraio - prosegue il portavoce - abbiamo assistito all'abolizione dell'Agenzia per il Terzo Settore, con la motivazione di 'contenere' la spesa pubblica, perdendo così uno strumento di promozione, vigilanza e controllo, fondamentale per il terzo settore, che ha svolto un importante ruolo di 'terzietà' tra organizzazioni non profit e istituzioni. Sopprimere l'Osservatorio sulle Aps ci appare un'altra scelta miope che il Governo intraprende contro il terzo settore, provandolo ancora una volta di spazi di partecipazione, di rappresentanza e di autonomia. Peraltro la motivazione della riduzione dei costi non c'entra nulla: l'Agenzia del Terzo Settore 'costava' poco più di un milione di euro, il trasferimento delle sue competenze al Ministero costerà probabilmente di più. L'Osservatorio addirittura non costa nulla. Quali sono quindi le vere ragioni di questo provvedimento? Constatiamo che la spending review viene usata a pretesto per ridurre gli spazi di democrazia e i momenti di confronto tra società e istituzioni".
Inoltre grande preoccupazione ci deriva da un'altra norma pure inseriva nella spending review: quella per cui lo strumento dell'appalto pubblico diventerebbe l'unica forma di acquisizione di servizi per le pubbliche Amministrazioni. Ciò senza salvaguardare le prerogative di legge previste per le cooperative e imprese sociali e impedendo ad altri soggetti non profit di poter continuare a offrire importanti e qualificati servizi per la collettività.

Siamo estremamente preoccupati e ci domandiamo qual'è il disegno politico di questo Governo.