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mercoledì 10 ottobre 2018

TERNI - I CENTRI SOCIALI AUSPICANO UN CONFRONTO CON L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE


Sono quasi 5.000 i cittadini ternani che partecipano quotidianamente alle attività dei 17 Centri Sociali e delle 3 Associazioni soci di ANCeSCAO. Di questi, quasi l'80% è un ultrasessantacinquenne e il 15% è rappresentato da grandi anziani.

Le attività ludico-ricreative -compresi pranzi sociali, feste e intrattenimenti danzanti- rappresentano una base che accomuna un po' tutti i programmi realizzati ma non esauriscono le numerose attività messe in campo per combattere la solitudine, coltivare le relazioni sociali negli abituali contesti di vita, incentivare il protagonismo, promuovere l'invecchiamento attivo e il benessere degli anziani del territorio attraverso l'impegno di centinaia di volontari. Corsi di alfabetizzazione informatica, corsi di ricamo e cucito, incontri culturali e informativi, ginnastica dolce, turismo sociale, laboratori teatrali e sul movimento, incontri con le scuole, supporto all'emergenza calore, segretariato sociale, queste solo alcune delle attività.

Il 31 dicembre scadranno le attuali convenzioni (rinnovate dal commissario) e i relativi protocolli operativi con l'Amministrazione comunale di Terni per una decina di questi Centri che, come ogni altra associazione ternana, hanno operato all'interno della cornice offerta dal Regolamento comunale per la concessione di immobili a terzi tuttora in vigore. I protocolli operativi sottoscritti prevedono le attività di solidarietà sociale che devono essere offerte per poter usufruire dei canoni agevolati, gli obblighi di trasparenza nei confronti dell'A.C. (consegna e valutazione del programma annuale di attività, verifiche e consegna dei bilanci). I protocolli e le convenzioni prevedono anche l'obbligo al pagamento di tutte le utenze e tasse, allo svolgimento delle attività di manutenzione ordinaria (anche se sempre più spesso i Centri, in considerazione della situazione economica del Comune, si trovano ad affrontare anche le spese di attività di manutenzione straordinaria) e al rispetto di tutte le normative su sicurezza e lavoro e alle norme igienico-sanitarie previste.

I Centri Sociali ternani e i numerosissimi volontari operano quotidianamente in una delle città italiane con il più alto tasso di invecchiamento svolgendo le proprie attività per il bene della popolazione ternana consapevoli del proprio valore e forti dell'esperienza maturata nel corso degli ultimi trent'anni. Da sempre disponibili alla collaborazione e al dialogo auspicano che l'Amministrazione comunale, pur nella distinzione dei ruoli, voglia confrontarsi per costruire insieme tutte le risposte possibili ai bisogni della popolazione anziana e non solo del territorio.

L'Ufficio di Presidenza del Coordinamento

martedì 19 giugno 2018

DA LUGLIO A PIEDILUCO L'ESTATE TORNA A FARSI FRESCA!


TERNI - Finalmente ci siamo, dopo qualche anno di sospensione, ripartirà l'iniziativa Fresca Estate a Piediluco rivolta alla popolazione anziana del territorio del Comune di Terni consistente nell'organizzazione di 10 gite a Piediluco, tutti i martedì dal 3 luglio al 4 settembre, dalla mattina alla sera, nei momenti di massima calura estiva. 
La mattina, dalle ore 8.00, un pullman partirà da Terni raccogliendo gli anziani in sei punti della città (Gabelletta, Borgo Rivo, Cospea, Centro, zona Cesure, zona Campomicciolo) per portarli gratuitamente alla Spiaggia Velino, immersa nel verde all'ombra di pioppi secolari direttamente a declivio sul lago, verso le 12.00 il battello porterà gratuitamente i partecipanti sull'altra riva del lago al ristorante L'Amaca all'Eco dove, al costo di € 11,00, verrà servito il pranzo. Alle 17.30, lo stesso battello, riporterà i partecipanti alla Spiaggia Velino e, alle 19.00, il pullman ripartirà verso Terni.

Il calendario delle uscite è il seguente:
3 / 10 / 17 / 24 / 31 luglio
7 / 14 / 21 / 28 agosto
4 settembre

L'INIZIATIVA E' APERTA ANCHE A TUTTI I SOCI ANCeSCAO CHE VORRANNO RAGGIUNGERE LA SPIAGGIA AUTONOMAMENTE.

Per informazioni:
- chiamare il cell. +393939890599
- inviare una mail a ancescaotna@gmail.com

L'iniziativa è realizzata nell'ambito del progetto "Una Città per Tutti" finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni e realizzata dalla Cooperativa Sociale Helios in collaborazione con lo scrivente Coordinamento Comprensoriale e la Cooperativa Sociale Oasi Viaggi. Nello specifico l'iniziativa descritta è patrocinata dal Comune di Terni e dal Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Terni.

martedì 24 novembre 2015

"POSTO OCCUPATO": ANCHE ANCESCAO TNA ADERISCE

Anche il Coordinamento Comprensoriale ANCeSCAO di Terni-Narni-Amelia ha deciso di aderire alla campagna nazionale "Posto occupato" e alle iniziative organizzate dall'Amministrazione Comunale di Terni in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, raccogliendo l'invito del Sindaco, Sen. Lepoldo Di Girolamo.

"Credendo fermamente nel fatto che dalla collaborazione fra la pluralità dei soggetti che contribuiscono ogni giorno, con la propria azione, a costruire beni comuni quali servizi per il benessere dei cittadini, iniziative culturali, socialità e aggregazione, fiducia, possono nascere processi comunicativi che ci uniscono nell'impegno di promuovere ulteriori occasioni di approfondimento e di dialogo su questa tematica, vi invito ad aderire all'iniziativa nazionale "Posto occupato" come gesto concreto di solidarietà alle donne vittime di violenza e impegno a costruire una nuova civiltà delle relazioni tra uomini e donne" si legge nella lettera
Oltre al Coordinamento aderiranno i 22 Centri Sociali del Comune: appendendo la locandina relativa all'iniziativa; individuando uno spazio significativo per la vita dell'Associazione e occupandolo con una sedia sulla quale riporre un indumento femminile di colore rosso (scarpa, maglione, sciarpa, ...), dedicando quel posto alle donne vittime di violenza; scattando una foto a testimonianza.





mercoledì 27 novembre 2013

APPROVATE ALL'UNANIMITA' LE LINEE PROGRAMMATICHE 2014

Il compito dell'Associazione a tutti i livelli è quello di consolidare il processo di rinnovamento già avviato, a partire dalla revisione della legislazione nazionale e regionale che governa le Associazioni di Promozione Sociale, e di realizzare gli obiettivi indicati a Riolo Terme ed approvati all'Assemblea Nazionale di Bellaria.
Considerato che l'anima di ANCeSCAO è costituita dai Centri Sociali, il cui fine istituzionale è quello di svolgere il miglior servizio verso la comunità a cui si rivolgono, compito ed obiettivo del Coordinamento comprensoriale è porsi nei loro confronti quale organo di orientamento e di servizio alle loro necessità.

Punto 1 - Promozione di una vera rete di servizi di prossimità a favore delle famiglie in condizioni di difficoltà, fragilità e disagio, in un'ottica di risposta immediata ai bisogni emergenti. In particolare strutturare servizi di prossimità destinati alle persone anziane valorizzando primariamente i servizi già offerti nella gran parte dei Centri Soci. Interventi nell'ambito delle aree del welfare comunitario su scala territoriale, di vicinanza, aiuto e semplice compagnia allo scopo di potenziare le forme di sostegno e l'autonomia delle persone anziane. I Centri Sociali ANCeSCAO possono e devono diventare veri punti di riferimento per interi quartieri e territori.

Punto 2 - Integrazione ed implementazione delle reti esistenti, sia interne all'Associazione che esterne (Anziani Insieme, Anziani in Rete, Fresca Estate, ...). Promuovere le attività organizzate con la Regione dell'Umbria, circa il progetto "Guadagnare Salute", attraverso le AUSL (gruppi di cammino, promozione della salute, educazione alimentare).

Punto 3 - Promozione di ANCeSCAO per diffondere le nostre attività e far conoscere il valore sociale rappresentato da quanto i nostri Centri sviluppano sul territorio nei confronti, soprattutto, della popolazione anziana concentrandoci sui seguenti punti:
- migliorare i rapporti con la stampa e i media anche attraverso l'individuazione di un addetto stampa;
- partecipare a tutte le iniziative pubbliche legate al sociale, al volontariato e al Terzo Settore. A riguardo è considerata di fondamentale importanza la partecipazione a: Prima Conferenza Regionale delle APS; Progetto GenerazioniX;
- rapporti più incisivi con le Istituzioni locali anche al fine di attuare una vera sussidiarietà. Continuare laddove già sussiste il rapporto di collaborazione con i Comuni e la Provincia, allargando a tutte le istituzioni professionali, tecniche, organizzative che esistono sul territorio (AUSL, Università, CeSVol, società sportive, Associazionismo, Istituzioni culturali, Scuola, ...);
- recupero di una partecipazione attiva all'interno del Forum del 3° Settore;
- organizzare direttamente iniziative anche pubbliche di promozione in cui sia possibile far conoscere reciprocamente i soci dei diversi Centri e coinvolgere la cittadinanza.

Punto 4 - Formazione dei quadri dirigenti: ampliare l'offerta relativa alla formazione dei presidenti e dei quadri ANCeSCAO del territorio soprattutto nelle seguenti aree:
- comunicazione e informatizzazione;
- fundraising e progettazione (raccolta fondi e strumenti per reperire risorse economiche);
- sicurezza e haccp, stipulare convenzioni con enti o società che permettano ai Centri Soci di adeguare le proprie attività alle normative vigenti sia nell'ambito della sicurezza in generale, sia nell'ambito della sicurezza alimentare.

Punto 5 - Progettazione Sociale: partecipare alla definizione di progetti nell'ambito di bandi locali o nazionali. A tal fine il Coordinamento comprensoriale promuove la costituzione e/o l'adesione a reti con Enti istituzionali, associativi, del Terzo Settore e del privato sociale.

Punto 6 - Turismo Sociale: il Coordinamento comprensoriale, anche attraverso gemellaggi con i comprensori delle regioni limitrofe, tenterà di rilanciare ed ampliare le convenzioni già esistenti.

E' necessario, infine, che i rapporti tra Centri Soci e rappresentanti dei quadri dirigenti siano improntati da stima, fiducia e lealtà come recita il Codice Etico nazionale, e che l'impegno sia rivolto all'interesse dell'Associazione che dovrebbe essere lo scopo fondamentale al quale dedichiamo volontariamente il nostro tempo libero.

Approvato dal Consiglio Direttivo in data 27 novembre 2013.

sabato 2 novembre 2013

QUESTO INVERNO NON CI FACCIAMO INFLUENZARE... VACCINIAMOCI!


La Regione dell'Umbria, Direzione Salute, Coesione Sociale e Società della Conoscenza, in collaborazione con le Aziende Sanitarie dell'Umbria, con il contributo scientifico della Società Italiana di Medicina Generale, ha lanciato, anche quest'anno, una campagna informativa per sensibilizzare l'opinione pubblica, in particolare le fasce di popolazione a rischio, a ricorrere al vaccino per prevenire l'influenza stagionale e le sue complicanze.
Anche il Coordinamento Regionale ANCeSCAO (Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti) dell'Umbria ha dato la propria adesione diffondendo la locandina sopra riportata presso tutte le strutture degli 82 Centri Sociali del territorio regionale.

L'Azienda Usl Umbria 2 ricorda inoltre che, dal 28 ottobre scorso, ha preso il via la campagna di vaccinazione antinfluenzale promossa in collaborazione con i medici di medicina generale nei sei distretti sociosanitari di Terni, Foligno, Spoleto, Narni-Amelia, Orvieto, Valnerina.

Si informa la popolazione che la vaccinazione è gratuita, sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero della Salute, per le seguenti categorie:
  1. soggetti di età superiore o uguale ai 65 anni al 31 dicembre 2012;
  2. bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza: a) malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l'asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO); b) malattie dell'apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite; c) diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30 e gravi patologie concomitanti); d) insufficienza renale cronica; e) malattie degli organi emopoietici ed emoglobinapatie; f) tumori; g) malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV; h) malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali; i) patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici; j) patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari); k) epatopatie croniche; 
  3. bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale;
  4. donne che all'inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza;
  5. individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti;
  6. medici e personale sanitario di assistenza;
  7. familiari e contatti di soggetti ad alto rischio;
  8. soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori;
  9. personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzale non umani;
Una sola dose di vaccino è sufficiente per i soggetti di tutte le età eccetto per i bambini di età inferiore a 9 anni, mai vaccinati in precedenza, per i quali si raccomandano due dosi a distanza di almeno quattro settimane. La vaccinazione rappresenta il mezzo più efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze.

Efficace perché assicura una buona copertura contro il rischio di contrarre la malattia e soprattutto evita le possibili complicanze.
Sicuro perché i rari effetti collaterali quali arrossamento nel punto di inoculazione o senso di malessere generale con febbricola sono limitati.

Per prevenire la diffusione dell'influenza sono comunque molto importanti alcune semplici misure di protezione personale e di precauzione come:
  • lavarsi spesso le mani;
  • coprirsi naso e bocca ogni volta che si starnutisce o tossisce e poi lavarsi le mani;
  • soffiarsi il naso con un fazzoletto di carta monouso, gettarlo e lavarsi le mani;
  • in caso di sintomi influenzali restare a casa e limitare i contatti con altre persone.
La vaccinazione potrà essere effettuata, come di consueto, presso tutti gli ambulatori dei medici di medicina generale mentre per i bambini a rischio o per i dipendenti a contatto con il pubblico, ci si potrà rivolgere anche ai centri vaccinali o ai centri di salute della Usl Umbria 2.

[Fonte USL Umbria 2]

lunedì 30 settembre 2013

FACEMO ARSONA' LA SIRENA!: PARTE LA RACCOLTA DELLE FIRME ANCHE ONLINE

L'ANCeSCAO manifesta la propria solidarietà a tutte le persone che oggi sono afflitte da una grave preoccupazione: la chiusura dell'ACCIAIERIA.
SENTE la necessità di ricordare quanto abbia contribuito la popolazione ternana allo sviluppo industriale della nostra città.
NON IGNORA la difesa della fabbrica operata dai cittadini durante la guerra per garantire la produzione.
SOSTIENE che non potrà mai essere dimenticato il coraggio della popolazione che, dopo ben 105 bombardamenti, ha ricostruito la città ed ha sempre seguito il cammino dell'Acciaieria.
NON DIMENTICA la lotta contro le conseguenze negative del processo verificatosi negli anni 1952-1953 con i piani di trasformazione da Industria di guerra a Industria di pace.
Dopo un iter che ha abbracciato lunghi anni e di cui la popolazione di Terni può sentirsi onorata, esiste il pericolo di chiusura con ripercussioni negative sulla situazione occupazionale e produttiva dell'Umbria e dell'intero Paese.
Alla realtà dell'AST, un tempo definita il "polmone di Terni" si affianca la difficile situazione del Polo Chimico, della Titania, del Tubificio, dell'ISRIM, del commercio e dell'edilizia.
La forte sensazione di precarietà offusca la visione di un domani sereno per i nostri figli. La popolazione SUBISCE decisioni, cambiamenti che pregiudicano la tranquillità sia per il presente che per il futuro.
I giovani assistono smarriti al ridimensionamento dell'Università nella nostra città creando così nuovi disagi agli studenti. PERCHE' QUESTO?
Assistiamo allo spostamento dell'ASL a Foligno. PERCHE' TALE CAMBIAMENTO?
Quante risposte urgono alla cittadinanza per sentirsi veramente rispettata! Chi dovrebbe darle, chi dovrebbe spiegare ed anche lottare affinché Terni non piombi in una situazione di estrema fragilità, TACE!
NON DA RISPOSTE, NON CHIARISCE!
Le Istituzioni sono in silenzio, come se i problemi non fossero reali e pressanti.
Tutto questo crea uno smarrimento che umilia!
Al silenzio degli organi competenti l'ANCeSCAO chiede risposte e soluzioni. Pertanto, in linea con i sindacati, promuove una raccolta di firme per farsi portavoce della popolazione ternana, per scuotere gli organi dello Stato, per evitare che questa città muoia e per indurre chi oggi tace a dare garanzie di un futuro sereno per i nostri figli.

>>> Ricorda, la petizione può essere firmata in ogni Centro Sociale ANCeSCAO del comprensorio ternano-amerino-narnese, oppure online cliccando qui sotto!!!



mercoledì 11 settembre 2013

FACEMO ARSONA' LA SIRENA: L'ANCeSCAO IN MOBILITAZIONE PERMANENTE IN DIFESA DELLE ACCIAIERIE!


L'ANCeSCAO manifesta la propria solidarietà a tutte le persone che oggi sono afflitte da una grave preoccupazione: la chiusura dell'ACCIAIERIA.
SENTE la necessità di ricordare quanto abbia contribuito la popolazione ternana allo sviluppo industriale della nostra città.
NON IGNORA la difesa della fabbrica operata dai cittadini durante la guerra per garantire la produzione.
SOSTIENE che non potrà mai essere dimenticato il coraggio della popolazione che, dopo ben 105 bombardamenti, ha ricostruito la città ed ha sempre seguito il cammino dell'Acciaieria.
NON DIMENTICA la lotta contro le conseguenze negative del processo verificatosi negli anni 1952-1953 con i piani di trasformazione da Industria di guerra a Industria di pace.
Dopo un iter che ha abbracciato lunghi anni e di cui la popolazione di Terni può sentirsi onorata, esiste il pericolo di chiusura con ripercussioni negative sulla situazione occupazionale e produttiva dell'Umbria e dell'intero Paese.
Alla realtà dell'AST, un tempo definita il "polmone di Terni" si affianca la difficile situazione del Polo Chimico, della Titania, del Tubificio, dell'ISRIM, del commercio e dell'edilizia.
La forte sensazione di precarietà offusca la visione di un domani sereno per i nostri figli. La popolazione SUBISCE decisioni, cambiamenti che pregiudicano la tranquillità sia per il presente che per il futuro.
I giovani assistono smarriti al ridimensionamento dell'Università nella nostra città creando così nuovi disagi agli studenti. PERCHE' QUESTO?
Assistiamo allo spostamento delle ASL a Foligno. PERCHE' TALE CAMBIAMENTO?
Quante risposte urgono alla cittadinanza per sentirsi veramente rispettata! Chi dovrebbe darle, chi dovrebbe spiegare ed anche lottare affinché Terni non piombi in una situazione di estrema fragilità, TACE!
NON DA RISPOSTE, NON CHIARISCE!
Le Istituzioni sono in silenzio, come se i problemi non fossero reali e pressanti.
Tutto questo crea uno smarrimento che umilia!
Al silenzio degli organi competenti l'ANCeSCAO chiede risposte e soluzioni. Pertanto, in linea con i sindacati, promuove una raccolta di firme per farsi portavoce della popolazione ternana, per scuotere gli organi dello Stato, per evitare che questa città muoia e per indurre chi oggi tace a dare garanzie di un futuro sereno per i nostri figli.

martedì 16 luglio 2013

"FACEMO ARSONA' LA SIRENA!" / L'ANCESCAO E I CENTRI SOCIALI DEL TERRITORIO IN MOBILITAZIONE PERMANENTE IN DIFESA DELL'ACCIAIERIA


Su impulso del Centro Sociale Cesure, una delegazione dell'ANCeSCAO del Comprensorio ternano, amerino e narnese ha incontrato in data odierna le RSU del Consiglio di Fabbrica dell'AST per iniziare un percorso di mobilitazione e sensibilizzazione della cittadinanza, delle Istituzioni locali sia comunali che regionali per conoscere e far conoscere la reale drammatica situazione in cui versa un'azienda così importante per Terni, l'Umbria e l'Italia. Obiettivo primario è quello di scuotere l'opinione pubblica che sembra non percepire pienamente la portata negativa, sia economica che occupazionale, per la nostra città e il nostro territorio.
  1. E' necessario salvaguardare l'integrità del sito con tutte le sue produzioni, compreso il Tubificio di Terni, che riteniamo essere irrinunciabile per le prospettive presenti e future del sistema produttivo Acciai Speciali;
  2. I piani operativi dovranno tener conto della irrinunciabilità, per il sito di TERNI, delle certezze dei volumi, dei livelli occupazionali e delle risorse finanziarie adeguate;
  3. E' necessario ed irrinunciabile la definizione dei tempi certi entro cui la vendita deve essere completata al fine di dare congruenza al prosieguo delle produzioni e delle prospettive future dell'intero sito di TERNI, impedendo di fatto che sullo stesso sito vengano scaricati "costi improvvisi" che possono impedire o ritardare la conclusione della vicenda stessa;
  4. Chiediamo il coinvolgimento diretto della Presidenza del Consiglio anche a fronte della complessità della vertenza onde evitare che nei progetti di razionalizzazione della siderurgia europea, annunciati dopo il 11 giugno 2013 a seguito di un apposito piano, da presentare in sede U.E., si complichi e si comprometta il futuro del sito di TERNI.
L'impegno di ANCeSCAO è quello di coinvolgere primariamente i 29 Centri Sociali del Comprensorio e i suoi quasi 7.000 iscritti con assemblee pubbliche e contemporaneamente allargare la discussione a tutta la cittadinanza utilizzando tutti i canali di informazione possibili.
Fin da oggi abbiamo inviato una richiesta di incontro ai sindacati di categoria e ai confederali certi della necessità di organizzare al più presto una grande manifestazione alla quale saranno invitate a partecipare anche le Istituzioni locali per dimostrare che la popolazione ternana VUOLE AVERE DELLE CERTEZZE SULLA STABILITA' DELLA PIU' IMPORTANTE AZIENDA DELL'UMBRIA.

lunedì 24 giugno 2013

[TERNI] ANCHE L'ANCESCAO IN PIAZZA IN DIFESA DEL CESVOL E DEL VOLONTARIATO


Il Coordinamento Comprensoriale ANCeSCAO di Terni, Narni e Amelia, aderisce al primo Festival del Volontariato della Provincia di Terni "CI SIAMO" organizzato dal Cesvol che si svolgerà nei giorni 27, 28 e 29 giugno tra piazza Europa, piazza Solferino e la Biblioteca Comunale di Terni.

Clicca qui per scaricare il programma dell'iniziativa.

giovedì 15 novembre 2012

(TERNI) Venerdì e Sabato i Centri Sociali ANCeSCAO in piazza della Repubblica


(TERNI) Venerdì e sabato (16 e 17 novembre) i Centri Sociali ANCeSCAO del Comprensorio di Terni, Narni e Amelia, parteciperanno all'iniziativa "GenerAzioni X" promossa dall'Amministrazione Comunale di Terni in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato di Terni, i Centri Sociali Anziani e i Centri di Aggregazione Giovanili del territorio per celebrare l'Anno Europeo dell'Invecchiamento Attivo e della Solidarietà tra le Generazioni.
Parteciperanno, tra gli altri, la Vice Presidente della Regione Umbria Carla Casciari, gli Assessori alle Politiche Sociali e alla Cultura del Comune di Terni, Stefano Bucari e Simone Guerra.

Di seguito il programma:


domenica 20 novembre 2011

I CENTRI SOCIALI DI TERNI ORGANIZZANO UN TORNEO DI BURRACO PER LE POPOLAZIONI DELLA LIGURIA E DELLA LUNIGIANA


Il Coordinamento Comprensoriale ternano dell'ANCeSCAO, in collaborazione con i Centri Sociali di Terni, ha organizzato un torneo di Burraco che si terrà domenica 4 dicembre presso i locali del Centro Sociale "Ferriera" di Terni in via Montefiorino 12.
IL RICAVATO SARA' DEVOLUTO A FAVORE DELLE POPOLAZIONI DELLA LIGURIA E DELLA LUNIGIANA COLPITE DALLE RECENTI ALLUVIONI.
Programma:
  • ore 15.30, Accreditamento
  • ore 16.00, inizio Torneo
  • durante la serata Coffee break 
  • al termine premiazione delle coppie vincitrici
[Turni da 3 smazzate, Tre turni "Mitchel" + 1 turno "Danese]


mercoledì 6 luglio 2011

(PARLANO DI NOI) "ANZIANI, A RISCHIO ANCHE I CENTRI SOCIALI", di Arnaldo Casali [Il Giornale dell'Umbria del 06/07/2011]


Riportiamo, di seguito, il testo dell'articolo di Arnaldo Casali "Anziani, a rischio anche i centri sociali", apparso in data odierna su "Il Giornale dell'Umbria":

Non solo ballo, carte e cene. I centri sociali per anziani lavorano per allontanare solitudine, emarginazione e malattie. Eppure i 5300 associati dell'Ancescao provinciale sono appesi ad un filo, in attesa di conoscere il proprio destino.
Se Verdestate quest'anno è saltata e sul futuro del servizio Ancianinsiema c'è molta incertezza, con il nuovo Piano regolatore sociale molti centri sociali anziani rischiano addirittura di ritrovarsi senza sede.
Eppure a nessuno sembra interessare, quasi che quella per il benessere degli anziani fosse solo un'attività di secondo piano. L'Ancescao non ci sta e alza la testa, chiedendo un incontro con i vertici del Comune che chiarisca bisogni ed obiettivi.
"Lo stare insieme, coltivare le passioni che nella vita lavorativa sono state meno seguite riescono a far cogliere quello stato di benessere che migliora le condizioni di vita delle popolazioni adulte" dice Giuseppe Salvati, presidente del coordinamento comprensoriale dell'Ancescao.
L'attività quotidiana dei centri sociali anziani, spiega Salvati, si sofferma sulla necessità di eliminare solitudine ed emarginazione: sono circa 1000 gli anziani che i 19 centri sociali del comprensorio animano ogni giorno. "Forse questa non è una risposta esaustiva al problema di 5000 anziani soli, ma sicuramente se venissimo a mancare si aggraverebbe ancora di più".
Il più importante dei servizi svolti da Ancescao è senza dubbio "Anzianinsieme" finanziato dal Cesvol e svolto in collaborazione con l'amministrazione comunale e le altre associazioni. "Non abbiamo mai pensato di abbandonare questo servizio, anche se il comune non ci ha ancora fatto sapere come proseguire".
Sorte ancora più amara per "Verdestate", nato nel 2000: un cartellone di feste rionali che anima da giugno a settembre l'estate degli anziani rimasti in città. "Oltre a feste e serate da ballo - spiega ancora Salvati - Verdestate comprende spettacoli teatrali e di cabaret, ma anche dibattiti sui diritti dei cittadini e sulla sanità". Salvati ricorda anche il servizio di misurazione della pressione, glicemia e colesterolo, attuato per venire incontro al problema di molti anziani di raggiungere le sedi dell'Asl.
"A tutt'oggi - aggiunge - non sappiamo quali orizzonti si apriranno con il Piano ma abbiamo la certezza che verranno riviste le convenzioni riguardanti l'utilizzo delle strutture in uso ai centri, creando in molti casi il rischio di chiusura delle nostre associazioni". Chiarimenti urgono.

lunedì 11 aprile 2011

(CONVEGNO 9 APRILE) INTERVENTO DI GIUSEPPE SALVATI, PRESIDENTE DEL COORDINAMENTO COMPRENSORIALE TERNANO-AMERINO-NARNESE





Il Coordinamento ANCeSCAO del Comprensorio ternano-amerino-narnese ha voluto impegnarsi ed organizzare questo convegno elaborando il documento che ha presentato con l'intenzione di dare un contributo fattivo alle problematiche del sociale che oggi ci troviamo ad affrontare, convinti come siamo e siamo sempre stati che ognuno deve contribuire per affrontare la situazione attuale ed un futuro sempre più problematico per le associazioni e soprattutto per le categorie di cittadini più deboli a partire dagli anziani.
Abbiamo esposto le nostre idee e le mettiamo in discussione senza avere la pretesa che siano la panacea per risolvere i problemi e con la consapevolezza delle problematiche anche economiche del momento, ma abbiamo la pretesa di essere ascoltati.
In questo intervento intendo dare il mio contributo su due problematiche: il ruolo del centro sociale e la riforma dello stato sociale.
Il centro sociale deve contribuire a combattere la solitudine che oggi l'anziano deve affrontare, utilizzando l'anziano stesso, aprire le porte ai giovani, al mondo degli immigrati, al mondo della non auto sufficienza e a quei soggetti che questa società - che la nostra generazione ha costruito - esclude; vedi tutte le problematiche che riguardano i giovani, le problematiche della famiglia, di una società allo sbando, della mancanza di luoghi di ritrovo sani, di una società dove il cittadino si salva con lo sballo con un fiorente mercato delle droghe con un'alta percentuale di tossicodipendenti.
Il centro sociale deve essere utilizzato per sviluppare idee e metterle in pratica. Quindi dobbiamo chiedere ai cittadini partecipazione, i Centri Sociali devono essere utilizzati per stare insieme, devono essere utilizzati con buona pace dei detrattori anche per giocare a carte, ballare e mangiare, sono iniziative che aiutano a combattere la solitudine in quanto, come si è detto nella relazione, oggi sono numerose le famiglie composte di anziani soli che trovano in questi momenti di svago un modo per essere meno soli.
Sicuramente non basta e nella relazione ci sono proposte secondo me importanti che le istituzioni non dovrebbero lasciarle cadere, se vogliono veramente adeguare le politiche sociali alle problematiche attuali...
Le istituzioni devono riconquistare la capacità di calarsi in basso e capire realmente ciò che necessita ai cittadini, cosa che secondo me è venuta meno, devono progettare con la partecipazione reale delle associazioni, altrimenti sono solo progetti imposti, possono essere una ottima proposta teorica che mettendola in pratica fa acqua da tutte le parti.
Quindi chiedere il contributo delle associazioni, costruire e realizzare obiettivi con loro.
Io credo che ANCeSCAO potrà sedersi ad un tavolo per discutere su un progetto teoricamente buono per portare il suo contributo ma non sarà mai il capro espiatorio di decisioni subdole.
ANCeSCAO si è dimostrata sempre disponibile, chiede e da partecipazione, disponibilità e soprattutto esige pari dignità nel rispetto dei ruoli. Solo con questi principi si è resa, si rende e si renderà disponibile a portare il suo contributo su tutte le tematiche del sociale.
ANCeSCAO, come si evidenzia nel documento, in questo territorio rappresenta 29 centri sociali con 6890 soci quindi siamo una delle più grandi associazioni, noi diciamo solo che questa nostra forza la useremo per costruire alla pari delle associazioni più piccole e cureremo gelosamente la nostra autonomia non saremo tra coloro che seguono le correnti del momento.
Vogliamo solo mettere a disposizione le nostre scelte che sono le problematiche che abbiamo messo nel documento e siamo disponibili al confronto e costruire insieme politiche sociali; quindi realizzare progetti nell'interesse delle fasce più deboli del nostro comprensorio. E' con questo spirito che ci siamo presentati a questo appuntamento e con lo stesso spirito intendiamo proseguire.

Giuseppe Salvati,
Presidente Comprensorio ternano-amerino-narnese
Presidente del C.S.S.C. Quartiere Matteotti

lunedì 31 gennaio 2011

CENTRI SOCIALI ANZIANI, QUALE FUTURO? - Atti preparatori del Convegno

L'Assemblea dei Presidenti dei Centri Sociali ANCeSCAO del Comprensorio di Terni-Narni-Amelia, ha votato all'unanimità la relazione "CENTRI SOCIALI ANZIANI, QUALE FUTURO?" presentata dal Coordinamento Comprensoriale.
Tale relazione sarà il punto di partenza di una discussione molto più ampia che dovrà interessare tutti i Centri Sociali del territorio per una rivalutazione del loro ruolo e della loro funzione e del ruolo e della funzione stessa del Coordinamento Comprensoriale ANCeSCAO.

"CENTRI SOCIALI ANZIANI, QUALE FUTURO?
I problemi degli anziani sono molteplici, crescono le famiglie di anziani soli ed emerge il problema delle condizioni di salute precarie, delle malattie croniche, della disabilità, e di servizi sanitari non sempre adeguati e presenti, ma, nonostante questo, il cittadino anziano può continuare ad operare all'interno di quella stessa società che lo ha visto attivo e partecipe del mondo produttivo, perché esso può ancora costituire una risorsa ed essere portatore di esperienze e di valori e diventare utente e protagonista nel mondo dell'associazionismo e del volontariato.
Sono molte le persone anziane con buone condizioni di salute e, soprattutto, con capacità intellettive sufficienti per partecipare attivamente ai processi evolutivi della società, seppur complessa come quella che oggi stiamo vivendo.
Le istituzioni nel riformare lo stato sociale devono saper utilizzare le disponibilità e le potenzialità che l'anziano offre.
Tenendo conto dell'importanza primaria delle istituzioni pubbliche, alle quali le varie associazioni non debbono sostituirsi ma essere di supporto, vanno incentivate tutte le iniziative che possono contribuire, sul territorio, all'articolazione di una rete di servizi in grado di rispondere alle attese dei cittadini, dando al variegato mondo dell'associazionismo e del volontariato precise regole relative alla qualità dei servizi offerti, salvaguardando le specifiche professionalità degli operatori culturalmente preparati a tali attività.
Riconsiderare la figura dell'anziano è inevitabile, anche perché le nuove generazioni, se perdesseroil contatto con le proprie origini, avrebbero un mondo nel quale i valori sarebbero sovvertiti da una tecnologia sempre più incombente e da una cultura sempre più massificata e di bassissimo livello.
Se a tutto questo aggiungiamo una futura ridotta disponibilità economica, l'unica conseguenza sarà che l'anziano verrà considerato solo come un peso per la società.
Per questo dobbiamo pensare ad un mondo in cui anziani e giovani siano protagonisti attivi con pari diritti e pari dignità ed in cui il divario generazionale sia vissuto in modo non conflittuale, ma equilibrato, gettando le basi per una politica equa per gli anziani che sia utile ad offrire alle nuove generazioni un futuro migliore e più sicuro.
Partendo da queste considerazioni e tenendo conto che i Centri Sociali affiliati ANCeSCAO nel nostro Comprensorio Ternano-Amerino-Narnese sono 29, con circa 6.800 iscritti, appare evidente che, in questa fase di congiuntura per tutti, soprattutto per le famiglie a basso reddito, per i pensionati, per i lavoratori che perdono il posto di lavoro, per le famiglie al cui interno è presente un disabile o una persona malata, non si possa iù restare insensibili, occorre incrementare lo sforzo per dare un contributo fattivo, utilizzando al meglio il tempo disponibile dei nostri Soci per contribuire al miglioramento della qualità della vita di tutti, sviluppando metodologie di lavoro a rete che consentano di elaborare proposte comuni su temi specifici tali da consentire una sicura razionalizzazione delle risorse.
Occorre effettuare un'attenta analisi delle risorse esistenti per riorganizzare, innovare, razionalizzare le attività rivolte agli anziani, e non solo, attraverso i Centri Sociali esistenti, gli enti locali, le Associazioni tutte, coordinare, concentrare e dislocare le varie attività, non sovrapporre, non ripetere, non frazionare, ma accorpare laddove le strutture consentono di ottimizzare al meglio, risorse economiche e umane, individuare tutte le attività possibili che permettano di realizzare introito da utilizzare in attività sociali, senza dover sempre e comunque chiedere contributi alle istituzioni, tentando di essere autonomi economicamente, anche attraverso una razionalizzazione severa delle spese.
Gli anziani sono depositari di antiche culture e tradizioni che, a causa dei cambiamenti avvenuti nella nostra società, vanno scomparendo, per questo occorre valorizzare e mettere a disposizione l'enorme patrimonio di saperi e di esperienze di vita presenti nei nostri Centri Sociali, attraverso l'insegnamento di vecchi mestieri, di attività artigianali, che invece potrebbero contribuire al mantenimento di una cultura che non deve assolutamente andare perduta; l'anziano è col suo bagaglio culturale, l'anello di raccordo tra il passato e il futuro, a questo scopo si potrebbe creare la "banca dei mestieri" dove i nostri Soci volontari potrebbero dare la loro disponibilità, sia per insegnare ai giovani, stabilendo un rapporto con le scuole del nostro territorio, sia per effettuare piccoli interventi di manutenzione a favore di persone anziane in evidenti difficoltà economiche.
Si potrebbe pensare inoltre di affidare ai nostri volontari il controllo e la manutenzione dei piccoli parchi e dei giochi pubblici sparsi sul nostro territorio, che spesso versano in evidente stato di degrado, in modo tale da poter portare i propri bambini in luoghi sicuri e piacevoli e, laddove possibile, si potrebbero impiantare nei pressi dei Centri Sociali veri e propri parchi divertimento per i più piccoli, dove poter giocare sotto la sorveglianza dei propri genitori e la vigilanza discreta dei nostri volontari.
Alcuni Centri Sociali sono da sempre attenti ad aumentare il livello di salute e di benessere dei propri Soci e dei Cittadini del proprio territorio attraverso l'attività fisica, ottenendo ottimi risultati, ma ora che la Regione ha presentato il Piano Regionale di prevenzione della salute, occorre che il nostro Comprensorio ne sia convinto sostenitore per una forte sensibilizzazione, verso tutta la popolazione, sui temi della prevenzione della salute della terza età e, guardando ai nostri giovani che troppo spesso perdono la vita anche nelle strade del nostro territorio, promuovere la cultura della sicurezza e la prevenzione degli incidenti.
A tale proposito si potrebbe istituire una commissione che sia espressione delle varie Associazioni interessate al progetto, che possa interloquire con la nostra ASL territoriale e con le forze dell'ordine preposte al controllo della sicurezza stradale ed organizzare un vero e proprio itinerario della prevenzione della salute e della sicurezza mirato e continuo, favorendo incontri formativi periodici presso le strutture dei nostri Centri Sociali.
Tutti i giorni viviamo vicino ai nostri giovani, ai nostri figli, ai nostri nipoti, ma alla vicinanza fisica spesso non corrisponde altrettanta vicinanza di idee, di vedute, di interessi; i nostri giovani restano lontani e distanti.
Pur nella normalità della differenza di età, che in parte giustifica tale comportamento, dobbiamo sforzarci di colmare la distanza tra noi e loro, dobbiamo trovare un punto comune su cui impostare un cammino che ci porti a capire ed essere capiti, mettendo a disposizione, dove possibile, le strutture dei Centri Sociali per organizzare incontri, facilitando la costruzione di relazioni di fiducia tra le generazioni.
L'attuale modo di considerare le persone in categorie (bambini, giovani, anziani) e programmare iniziative per ciascuna fascia di età spesso porta alla mancanza di comunicazione tra generazioni ed a creare sovrastrutture relazionali.
A questo si aggiunge il fenomeno della presenza di numerose persone di etnie diverse, con abitudini, religioni, culture, esigenze ed aspettative di integrazione sociale, alle quali potremmo aprire le porte delle nostre strutture, cercando di migliorare quelle condizioni di isolamento che spesso sono costrette a sopportare, attraverso scambi di conoscenze di usi e costumi della nostra e della loro civiltà.
Sempre e più spesso queste persone sono coloro che accudiscono i nostri anziani non più autosufficienti, con loro dovremmo interloquire mettendoli in condizioni di maggiore serenità possibile, insegnando loro la nostra lingua e aiutandole a risolvere i piccoli problemi quotidiani che incontra chi è lontano dal proprio paese.
Compito principale dei Centri Sociali è sicuramente quello di mettere a disposizione persone capaci di portare solidarietà a quelle persone meno fortunate, bisognose di aiuto, che purtroppo la società di oggi non aiuta a sufficienza; l'aspettativa di vita è cresciuta (oltre 78 anni per gli uomini, oltre 84 per le donne) ma di pari passo crescono le patologie che rendono meno autosufficiente la popolazione anziana, per questo occorre preparare ed organizzare i nostri volontari attraverso corsi di formazione mirati e continui, mettendoli in condizione di portare assistenza qualificata e responsabile, in questo settore non è possibile improvvisare, come attualmente spesso accade.
Le donne dei nostri Centri Sociali sono una presenza rilevante, se non superiore a quella degli uomini, ma spesso a tale rilevanza non corrisponde altrattanta presenza nei nostri Organismi direttivi, anzi non rispecchi assolutamente l'impegno che le donne profondono nelle attività rivolte ai nostri soci ed ai cittadini del nostro territorio la loro conoscenza della vita, l'esperienza nell'affrontare quotidianamente i problemi all'interno della propria famiglia, nei luoghi di lavoro, nella società; la loro disponibilità verso gli altri è sicuramente fattore di crescita qualitativa della nostra organizzazione.
Un ruolo più determinante e determinato delle donne è fondamentale per sfatare quel comportamento maschilista che, troppo spesso, è presente nei nostri Centri Sociali, per ricercare e trovare quegli spazi necessari dove poter dialogare, confrontarsi, progettare, intrattenersi nel rispetto di quele regole etiche indispensabili per assicurare una corretta via associativa a tutti.
Sarebbe auspicabile la costituzione, anche a livello Comprensoriale, di un "Coordinamento Donne" che possa rappresentare la realtà locale ed interagire a livello regionale e nazionale.
In conclusione, questa relazione vuole stimolare una discussione più approfondita e più qualificata che dia inizio ad un percorso virtuoso e propositivo, che possa andare verso una rivalutazione del ruolo e della funzione dei Centri Sociali sul territorio trasformandoli in "Centri Polifunzionali di Socializzazione" aperti a tutti e che assegni al Coordinamento Comprensoriale ANCeSCAO quel ruolo determinante ed incisivo, necessario per una politica sociale che, fermo restando la giusta autonomia di ogni singolo Centro, vada verso un obiettivo comune sviluppando quel serio lavoro a rete che ormai non è più rinviabile, pena la sopravvivenza dei Centri stessi."