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giovedì 19 aprile 2018

IL 4 MAGGIO GIORNATA DEDICATA AL VENTENNALE DEL CENTRO SOCIALE FERRIERA DI TERNI


TERNI - Venerdì 4 maggio il Centro Sociale Ferriera festeggierà il 20° anniversario della sua fondazione con un'intera giornata dedicata alle celebrazioni nella bellissima sede di Via Montefiorino.
Alle ore 10.00 il convegno Ri-Conosciamoci. Valorizziamo il patrimonio sociale e culturale dell'ANCeSCAO al quale parteciperanno il presidente del Centro Sociale Ferriera, Atos Conti, il presidente nazionale ANCeSCAO, Esarmo Righini, i presidenti di ANCeSCAO regionale e comprensoriale, Miranda Pinchi e Lorenzo Gianfelice. Modererà l'incontro il Vice presidente del Comprensorio, Roberto Pizzotti.
Alle ore 15.00, un altro interessante momento di confronto Internet. Opportunità e rischi e gli interventi di Jean Luc Umberto Bertoni, esperto in comunicazione e media, Vincenzo Viceversa, esperto internet e Mariangela Taccone, giornalista - agenzia greenX e il moderatore, Roberto Pizzotti.
La giornata si concluderà alle ore 21.00 con Il Festival delle Fisarmoniche.


lunedì 30 aprile 2012

NOMINATO IL NUOVO DIRETTIVO ANCESCAO DEL COMPRENSORIO TERNANO-AMERINO-NARNESE

Da sinistra a destra Sauli Angelo (C.S. "Acquavogliera"), il Presidente regionale Claudio Barbanera, Giampaolo Tini (C.S. "Cesure"), Giuseppe Salvati (C.S.S.C. "Quartiere Matteotti")

Nella foto il Presidente regionale Claudio Barbanera e Giampaolo Tini (C.S. "Cesure")

alcuni presidenti del comprensorio e il Vice Presidente Nazionale Giancarlo Lamperini

Sabato 28 aprile, presso il Class Hotel di Terni, si è riunita l'Assemblea dei Presidenti dei Centri Sociali ANCeSCAO (Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti) del Coordinamento Comprensoriale ternano-amerino-narnese che ha approvato il bilancio consuntivo 2011 e ha eletto all'unanimità il nuovo Consiglio Direttivo, il Presidente e l'Ufficio di Presidenza del Coordinamento.
Erano presenti, oltre alla maggioranza dei 29 Centri Sociali del territorio in rappresentanza dei quasi 6.000 soci, il Vice Presidente Nazionale e il Presidente Regionale dell'Associazione, Giancarlo Lamperini e Claudio Barbanera.

Composizione del nuovo Ufficio di Presidenza:
Salvati Giuseppe, Presidente
Ragni Graziella, Vice Presidente
Gianfelice Lorenzo, Segretario
Sauli Angelo, Tesoriere
Petrelli Giampiero, Organizzazione

Composizione del nuovo Consiglio Direttivo:
  1. Fabri Paolo (C.S. "Alessandro Volta")
  2. Gianfelice Lorenzo (APS "Rete Sociale Guglielmi")
  3. Granaroli Franco (C.S. "Gabelletta")
  4. Labanino Nicolò (C.S. "Marmore")
  5. Livi Giuseppe (C.S. "Papigno")
  6. Petrelli Giampiero (C.S. "Ferriera")
  7. Picecchi Bruno (C.S. "Casteltodino")
  8. Ragni Graziella (C.S. "Narni-Scalo")
  9. Salvati Giuseppe (C.S.S.C. "Quartiere Matteotti")
  10. Sauli Angelo (C.S. "Acquavogliera")
  11. Tini Giampaolo (C.S. "Cesure")
Ufficio Stampa del Coordinamento

mercoledì 11 maggio 2011

LETTERA APERTA DEL SOCIO DEL CENTRO SOCIALE "FERRIERA" GIANFRANCO CORNICE

Il socio del Centro Sociale "Ferriera" Gianfranco Cornice
Pubblichiamo di seguito la Lettera Aperta al Coordinamento Comprensoriale ANCeSCAO di Terni del socio del Centro Sociale "Ferriera", Gianfranco Cornice:

Considerazioni sul Convegno del 09 aprile 2011 da parte del socio del Centro Sociale "Ferriera", Gianfranco Cornice.
Centri Sociali Anziani, quale futuro?
Centri Sociali Anziani, il giorno dopo il Convegno?

Considerato che son stato promotore convinto, determinato, fiducioso, ed ora, col senno di poi, ingenuo, mi permetto di fare delle considerazioni a voce alta sullo svolgimento del convegno.
Partecipazione:
scarsa se non deludente, solo 11 Centri Sociali presenti, confermando anche in questa occasione lo scarso interessam alla realizzazione di progetti comuni e condivisi, preferendo la difesa del proprio orticello.
Interventi:
4 interventi significativi da parte di rappresentanti del Centro Sociale "Ferriera",
1 intervento di condivisione da parte del Presidente del Centro Sociale "Guglielmi2,
1 intervento del Presidente del Centro Sociale "Volta", sul quale, se non fosse per il taglio politico impresso, mi ritroverei d'accordo, in particolare, quando sostiene di condividere la relazione sua generalità, purché segni l'inizio di un percorso virtuoso per una diversa politica sociale e, si chiede e ci chiede, se siamo in grado di comprendere appieno le esigenze della popolazione anziana, ed io aggiungo "se" vogliamo comprenderle.
1 intervento propositivo e determinato del Presidente del Comprensorio.
1 intervento del Presidente Regionale ANCeSCAO, mirato più ai rapporti con le Istituzioni ed a quanto di positivo è stato realizzatoin alcune realtà, che nel merito della relazione. Mi sarei aspettato da parte sua una presa di posizione più evidente e mirata ad evidenziare con maggior vigore, la necessità di raccordare le realtà dei vari Centri Sociali per rendere più determinato ed efficace il ruolo dei Coordinamenti.
Interventi del Vicepresidente e del Presidente nazionale ANCeSCAO rivolti a confermare il ruolo determinante che i Centri Sociali possono e debbono svolgere a favore dei propri soci e dei cottadini tutti ed a confermare l'importanza dell'ANCeSCAO nazionale nella progettazione, programmazione e formazione degli operatori, con l'attenzione sempre olta alle nuove precarietà ed ai nuovi bisogni, per dare risposte sempre al passo con i tempi.
Tutti gli altri Centri presenti, chiusi in un silenzio imbarazzante, ed i tanti assenti confermano la scarsa voglia di collabborazione e di confronto.
Le istituzioni:
Grazie al Sindaco di Terni che, come sempre, nel rispetto dell'etica istituzionale che Lo contraddistingue, non solo ha portato i saluti della città, ma ha voluto riprendere e sottolineare alcuni punti della relazione.
Grazie agli Assessori alle politiche sociali ed allo sport della Provincia di Terni ed al Dirigente alle politiche sociali del Comune di Narni che hanno voluto portare il loro contributo al dibattito.
Grazie ai Presidenti ed ai rappresentanti delle Circoscrizioni che hanno brillato per la loro assenza, è con loro, in primis, che dobbiamo confrontarci ed operare insieme sul territorio, avremmo gradito la loro presenza.
Grazie all'Assessore del Comune di Terni che, evidentemente impegnato in cose più importanti, non ha voluto cogliere l'opportunità di ascoltare la voce dei Centri Sociali, proprio in questa fase importante di elaborazione del nuovo piano regolatore sociale, forse non li ritiene sufficientemente capaci di portare un contributo costruttivo e determinante per riformare lo stato sociale.

Il convegno è stato organizzato con l'intento di stimolare un dibattito più ampio possibile tra i rappresentanti dei Centri Sociali del Comprensorio ternano, ma purtroppo come sottolineato più volte con forza e determinazione in altre occasioni di incontro, lo scollamento esistente e rilevante è più che mai evidente ed emerge la volontà di sostenere e custodire gelosamente tesi personali e non partecipate.
La politica del cappello in mano è ancora purtroppo molto praticata, ma questo modo di agire non ci porterà molto lontano, da soli non si ha la forza necessaria per essere credibili e convincenti.

E' giusto e determinante incalzare e costringere le Istituzioni ad ascoltare le nostre richieste, ma è altrettanto giusto dimostrare di essere in grado di elaborare progetti comuni e condivisi tra i vari soggetti che operano nel sociale, che siano in grado di migliorare veramente le condizioni di vita dei cittadini.

Attualmente i Centri Sociali stanno perdendo il loro ruolo attrattivo, occorre rivitalizzare e proporre idee nuove, al passo con i processi evolutivi della nostra società, una società che ha bisogno di ritrovare quei valori che oggi stanno scomparendo, non dibbiamo prestarci a chi pensa che nei Centri Sociali si gioca a carte, si balla e si "vota".

In conclusione, se questo convegno, che per la prima volta un Comprensorio, nel suo piccolo, ha voluto coraggiosamente promuovere, non aprirà un serio confronto tra i vari Centri Sociali che assegni al Coordinamento una funzione ed un ruolo che permetta realmente di sviluppare un serio lavoro a rete, sarà e diventerà un inutile ed inservibile documento.
Voglio riprendere un passaggio del Presidente del Centro Sociale Ferriera: "Colleghi Presidente, una volta per tutte mettiamoci intorno al tavolo del Coordinamento che sia però quello vero, quello dove ognuno di noi, con le proprie caratteristiche e nel rispetto della propria autonomia sia di supporto all'altro in un contesto di sviluppo e di crescita", aggiungo: affinché il Coordinamento non sia un semplice collettore di tessere, come purtroppo è nella realtà di oggi e di ieri.

Considerato che il sottoscritto è solo un semplice iscritto del Centro Sociale Ferriera che partecipa alle riunioni del Comprensorio su delega dei vari Presidenti in carica, ritengo doveroso dichiarare che queste mie considerazioni sono del tutto personali e non impegnano nessuno alla condivisione.

Gianfranco Cornice

lunedì 11 aprile 2011

(CONVEGNO 9 APRILE) INTERVENTO DI NADIA BIFOLCHETTI, CENTRO SOCIALE "FERRIERA"

Da sinistra a destra: Lorenzo Gianfelice (Presidente A.S.C.R. Guglielmi onlus e "Rete Sociale Guglielmi"), Giuseppe Salvati (Presidente Coordinamento Comprensoriale ANCeSCAO ternano-amerino-narnese e Presidente C.S.S.C. Matteotti), Gianfranco Lamperini (Vice Presidente Nazionale ANCeSCAO e Presidente C.S. Il Rivo), On. Lamberto Martellotti (Presidente Nazionale ANCeSCAO), Nadia Bifolchetti (iscritta Centro Sociale Ferriera)

Nadia Bifolchetti (iscritta Centro Sociale Ferriera)

Da sinistra a destra: On. Lamberto Martellotti (Presidente Nazionale ANCeSCAO), Nadia Bifochetti (iscritta C.S. Ferriera)

Da sinistra a destra: Lorenzo Gianfelice (Presidente A.S.C.R. Guglielmi onlus e "Rete Sociale Guglielmi", Giuseppe Salvati (Presidente Coordinamento Comprensoriale ANCeSCAO ternano-amerino-narnese e Presidente C.S.S.C. Matteotti), Gianfranco Lamperini (Vice Presidente Nazionale ANCeSCAO e Presidente C.S. Il Rivo), On. Lamberto Martellotti (Presidente Nazionale ANCeSCAO), Nadia Bifolchetti (iscritta Centro Sociale Ferriera)

Occorre fare una profonda riflessione sui motivi per i quali, in questo momento, stiamo toccando uno dei più bassi profili del percorso di valutazione delle donne e del raggiungimento effettivo della parità di genere.
Recentemente è stato inviato un forte messaggio culturale, che ha bisogno - ora e subito - di dare una risposta decisa, a quella del 13 febbraio, alle donne di tutti i ceti, alle donne che hanno dato tutto alla famiglia, al lavoro, alla società.
Nei nostri Centri Sociali, le donne sono una presenza rilevante se non superiore a quella degli uomini, ma troppo spesso non corrisponde altrettante presenza nell'organizzazione a tutti i livelli, mortificando così l'impegno che le donne profondono nelle attività rivolte ai soci ed ai cittadini tutti.
Nonostante questo siamo disponibili a collaborare con tutti quei soci "maschi" affinché si possano realizzare tutte quelle iniziative rivolte al miglioramento della qualità della vita per tutti ed in particolare verso chi è meno fortunato di noi.
Per realizzare i nostri progetti abbiamo bisogni di trovare spazio condiviso nelle nostre strutture, dove poter incontrarsi, dialogare, progettare ed intrattenersi, nel rispetto delle regole comuni, tali da assicurare una vita associativa dignitosa per tutti.
A tale proposito, nello specifico del Centro Sociale Ferriera, chiediamo con forza il rinnovo della convenzione per l'utilizzo degli spazi della nostra struttura in modo tale che, anche attraverso una ristrutturazione, possa essere garantito lo svolgimento delle numerose attività che i circa 600 soci ci chiedono, senza preclusione a nessuno.
Le idee e le proposte sono molte e spesso troviamo una strada piena di ostacoli, ma state certi che sapremo essere determinate e con la forza della convizione raggiungeremo i nostri obiettivi, la recente elezione nel direttivo del CeSVol di due donne, una alla presidenza ed una, sua vice, conferma che le donne sono intellettualmente in grado di occupare posizioni di dirigenza.
Condividiamo la proposta di costituire un coordinamento donne anche a livello comprensoriale e portare il nostro contributo fattivo e costruttivo per rafforzare il ruolo del coordinamenti, necessario a sviluppare un serio lavoro a rete che vada verso una rivalutazione ambiziosa dei centri sociali.
Chiediamo, infine, con forza e determinazione, che questo convegno sia l'inizio di un percorso rispettoso delle indicazione che scaturiranno dal dibattito e non diventi invece, un inutile documento da mettere agli atti.

Nadia Bifolchetti,
Centro Sociale Ferriera

(CONVEGNO 9 APRILE) QUALE FUTURO PER I CENTRI SOCIALI? INTERVENTO DI GIAMPIERO PETRELLI, PRES. DEL CENTRO SOCIALE FERRIERA

Da sinistra a destra: Marcello Bigerna (Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Terni), Gianfranco Lamperini (Vice Presidente Nazionale ANCeSCAO), On. Lamberto Martellotti (Presidente Nazionale ANCeSCAO), Giuseppe Salvati (Presidente Coordinamento Comprensoriale ANCeSCAO ternano-amerino-narnese e Presidente C.S.S.C. Matteotti), Giampiero Petrelli (Presidente Centro Sociale Ferriera)

Da sinistra a destra, Giuseppe Salvati (Presidente Coordinamento Comprensoriale ANCeSCAO ternano-amerino-narnese e Presidente Centro Sociale Matteotti), Giampiero Petrelli (Presidente Centro Sociale Ferriera)

Da sinistra a destra: Marcello Bigerna (Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Terni), Gianfranco Lamperini (Vice Presidente Nazionale ANCeSCAO e Presidente C.S. Il Rivo), On. Lamberto Martellotti (Presidente Nazionale ANCeSCAO), Giuseppe Salvati (Presidente Coordinamento Comprensoriale ANCeSCAO ternano-amerino-narnese e Presidente C.S. Matteotti), Giampiero Petrelli (Presidente Centro Sociale Ferriera)

Da sinistra a destra: On. Lamberto Martellotti (Presidente Nazionale ANCeSCAO), Giuseppe Salvati (Presidente Coordinamento Comprensoriale ANCeSCAO ternano-amerino-narnese e Presidente C.S.S.C. Matteotti), Giampiero Petrelli (Presidente Centro Sociale Ferriera)

Quale Futuro per i Centri Sociali?
Dipende, se vogliamo essere ottimisti oppure realisti, è come dire il falso ed il vero!
Un primo scoglio che dovrà superare il popolo dei Centri Sociali, di certo sarà quello delle minori disponibilità economiche da parte degli entri territoriali, e non solo, spesso capita che a fronte di pur limitate disponibilità finanziarie queste vengono dirottate per altre iniziative e scopi che poco hanno con il sociale.
E noi non siamo da meno, capita di presentare progetti ed attività che sulla carta riusciamo a dimostrare di valenza unica poi, in pratica, si rivelano dei veri flop, o addirittura non producono alcun risultato tangibile per l'utenza.
"I Centri sociali", ma siamo certi che possiamo chiamarli così? Che cosa hanno di sociale questi centri che sono scatole chiuse, solo per un'utenza particolare e definita... gli anziani! Già il nome ce lo dice: Centri Sociali per Anziani! Personalmente non mi ci ritrovo, non voglio che siano solo per anziani, tutti dobbiamo batterci per aprirli alla cittadinanza, giovani, donne, bambini, famiglie, ecc...; qualcuno penserà che voglia fare delle forzature, voglia cambiare una situazione acquisita ma, se non facciamo questo, a mio avviso, dureremo poco.
Se ci guardiamo intorno, vediamo un'esperienza di recente costituzione, l'oratorio presso la parrocchia di San Giuseppe qui, vicino a noi, ha aperto gli spazi a tutti, senza distinzione... ha fatto centro, centro nel vero senso della parola, ogni giorno giovani ed anziani, mamme e bambini si ritrovano insieme e costruiscono insieme i loro spazi secondo le varie tendenze e necessità.
Cambiano le nostre abitudini, anzi, ampliano le nostre prospettive, a me piacerebbe che centri come il mio, la Ferriera, che hanno spazi intorno, possano essere punto di aggregazione per la città, pensavamo a spazi giochi protetti per i più piccoli, che fossero a vista dei nonni, delle mamme, dove passare delle ore in tranquillità tra varie generazioni e ritrovare quel legamo che mai deve essere dimenticato tra giovani e anziani.
Abbiamo pensato ad aprire il centro in modo che venisse utilizzato tutte le ore del giorno e, perché no, anche della notte! E' difficile? Non credo se solo lo volessimo!
I bei tempi del boom economico ci hanno lasciato queste strutture, ogni giorno crescono i costi, le responsabilità, le incombenze amministrative di gestione, sembra quasi che intorno ad essi si costruisca ogni giorno qualcosa di nuovo per farli chiudere!
Poi, e mi rivolgo ai nostri amministratori, non possiamo vederci togliere di continuo spazi per ripianare debiti, o dare qualche contentino; i nostri volontari, magari non più troppo arzilli, possono permetterci di gestire giardini, piazze, sale, ecc... con modesta spesa e grande resa in quanto, essi, non hanno orario e sono più vigili degli omonimi in divisa.
E non solo coloro che non vivono la nostra esperienza ci danno contro, tra noi stessi esiste quel conflitto tendente a creare distanze; abbiamo formato un Coordinamento per essere più incisivi con l'esterno, e non riusciamo a metterci d'accordo nel suo interno, ognuno tira l'acqua al suo mulino, quote di iscrizione diverse, attività che si sovrappongono e si duplicano, assenza completa di interscambio di notizie e quasi inesistente la collaborazione!
Questo non significa che i centri stiano fermi, che non facciano nulla, vuol dire però essere poco operativi e poco presenti sul territorio.
Abbiamo delle attività che senza dubbio ci distinguono, in primo luogo il ballo che comunque raccoglie il favore di moltissimi anziani, poi il gioco variegato delle carte e da ultimo le attività turistiche che con viaggi e incontri conviviali raccolgono notevole interesse e non mancano inoltre le iniziative di mutuo soccorso verso i meno fortunati.
Non è poco ma c'è altro! Proviamo a pensare come far ritrovare qualche valore ai nostri figli, proviamo a pensare a come far stare insieme i giovani con gli anziani, le donne con gli uomini, senza creare barriere di sesso, di età ed oggi anche di origine e religione; è molto difficile, ma il Centro Sociale è proprio questo; dovrebbe essere prima Centro di Aggregazione.
Nella recente assemblea del Cesvol dissi, e qualcuno mi guardò male, dal momento che non ci sono più soldi, almeno si dia la possibilità ai centri di fare attività senza tanta burocrazia, i nostri coordinamenti, l'ANCeSCAO nazionale. ecc..., con la loro forza rappresentativa cerchino soluzioni ai nostri problemi, dovuti alla questione fiscale, a quelli della gestione delle nostre attività interne quali bar, cucine, gite, che noi possiamo e dobbiamo gestire solo con volontari e non con personale dipendente, pensiamo, ancora alla sicurezza dei nostri centri per i quali noi, presidenti, siamo "datori di lavoro" e quindi responsabili! Ma noi siamo volontari e per di più temporanei in quanto eleggibili; non siamo imprenditori.
Credo che i nostri centri possano aiutare ed in qualche caso sostituirsi agli enti territoriali per attività di supporto alle problematiche sociali, allora perché non renderci più partecipi nell'organizzazione dei programmi a breve e lungo termine.
Un ultimo accenno vorrei rivolgerlo ai colleghi presidenti, una volta per tutte mettiamoci seduti intorno al tavolo del coordinamento, che sia però quello vero, quello dove ognuno di noi, con le proprie caratteristiche e nel rispetto della propria autonomia sia di supporto all'altro in un contesto di sviluppo e crescita.
Grazie per avermi ascoltato e buon lavoro.

Giampiero Petrelli,
Presidente del Centro Sociale Ferriera